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Grande Traversata delle Alpi vol.1
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Hautes Routes de la Vallée d'Aoste
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Sicurezza in montagna
Sicurezza in montagna è il nuovo titolo della collana Performa, nella quale Versante Sud da la parola alla tecnica nel mondo dell'arrampicata e dell'alpinismo.
Il tema è sicuramente conosciuto, molto dibattuto ma spesso sottovalutato anche per carenze nella cosiddetta tecnica di base. Questo volume traccia sostanzialmente i principali argomenti che spesso sono dati un po' per scontati ma che alla fine risultano essere determinanti per un approccio sicuro alla propria uscita.
Vengono quindi trattati i materiali, i nodi, le manovre di corda per l'assicurazione e la valutazione delle difficoltà.
Gli autori sono tutti di Biella e sono legati professionalmente alla montagna. Nel volume mettono a disposizione del lettore la loro esperienza accumulata negli anni lungo una trama di semplice lettura e quindi molto efficace.
Consigliamo quindi a tutti i lettori di ampliare la conoscenza sul tema sicurezza in montagna: a volte basta veramente poco per portare a termine senza problemi una bella giornata tra i monti...
Buona lettura
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Laghi Maggiore d'Orta e di Varese
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Cappella di Saint-Germain e Saint-Grat
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Santuario di Machaby
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Operazione Pointblank - Bombardamenti alleati nel Nord Ovest
In un angolo recondito dell’Europa in fiamme del 1943, in una buia e tempestosa sera di novembre un aereo si inerpica rombando sopra un impervio vallone incuneato tra aspre giogaie rocciose; passa sopra un gruppo di baite dove alcuni valligiani si sono appena ritirati a dormire e, poco dopo, si schianta, disintegrandosi, contro una parete.
Per chi conosce la storia della terribile guerra mondiale che ha insanguinato e seminato lutti per quasi sei lunghi anni, ma anche per un “profano” non particolarmente conoscitore dei fatti consumatisi tra il primo settembre 1939 e lo stesso giorno del 1945, questo evento potrebbe sembrare insignificante. E allora? Durante una guerra, un apparecchio militare inviato per un’azione di bombardamento non è rientrato alla base… Un fatto normale verrebbe quasi voglia di dire. Mario Silvestri, nel secondo volume del suo “La decadenza dell’Europa Occidentale” ci fa sapere che le sole forze alleate hanno perduto sui vari teatri di operazioni più di 36000 aerei. Che cos’ha di così tanto straordinario la caduta che abbiamo appena narrato?
Qualcosa c’è: questo aereo, un Vickers Wellington della RAF, si è perso sul Monte Voghel, nella “nostra” Valle d’Aosta. E’ rilevante notare che la Vallée, durante il grande conflitto, pur avendo esercitato un ruolo attivo nella Resistenza, è andata pressoché immune da grandi azioni di guerra (se si esclude il bombardamento di Pont Saint Martin del 1944). Purtuttavia, la Valle d’Aosta non è lontana dai centri del grande triangolo industriale (e da Torino, in particolare) da non poter non essere considerata, almeno perifericamente, coinvolta nelle vicende belliche. Il libro Operazione Pointblank, del nostro amico Marco Soggetto, è il punto di arrivo di una lunga indagine su questo fatto che, appunto, potrebbe essere considerato insignificante e puramente casuale, ma che acquista per noi risonanza e interesse proprio per la cornice geografica in cui è avvenuto. Il punto di partenza del tema trattato da Marco è il ritrovamento di alcune parti del relitto di questo apparecchio militare durante un'incredibile ascensione al Monte Voghel (Marco ha espressamente deciso di non pubblicare sul suo sito la relazione di questa salita) e lo svolgimento è un immenso lavoro di ricucitura di tanti piccoli pezzi di storia, di ricerca di fonti, di comunicazione con persone del mondo intero, dall’Italia fino all’Australia, al solo scopo di accertare una verità mai chiarita prima, anzi, frettolosamente interpretata in precedenza da altri autori con un metodo che poi si rivelerà impreciso e, soprattutto, conducente a inesatte conclusioni. E' il libro di Marco che ci riconsegna questa verità lunga più di 400 pagine che si leggono quasi di un fiato. E, naturalmente, agli appassionati della montagna e della Valle d’Aosta in particolare, dà anche un sapore di “già conosciuto” che però, date le circostanze storiche, si ricicla in qualcosa di completamente nuovo. La ricchezza di documentazione iconografica e storica, la rigorosità della ricerca, l’ampio spettro di rapporti umani creatosi durante questo percorso non possono non colpire. Un esempio: l’aereo perdutosi sul Voghel faceva parte di una squadra diretta a colpire Torino, in una notte in cui le condizioni meteorologiche sono terribili. Il velivolo si perde e si schianta. Marco non si accontenta delle testimonianze ufficiali (e ufficiose), vuole essere certo che, in quella notte, il tempo fosse davvero pessimo. Ebbene, eccolo recarsi in Biblioteca a consultare i giornali di allora alla ricerca di questa conferma. Un lavoro da certosino che viene però premiato.
Ciò che colpisce, nel lungo dipanarsi di questa storia, è il taglio che Marco ha voluto dare all’impianto della sua narrazione. Il lettore viene preso per mano e invitato a leggere un vero e proprio diario personale che non si limita a raccontare le peregrinazioni, le ricerche bibliografiche, la corrispondenza epistolare, il tracciamento della rete. La rigorosità di questo percorso è anche un diario “dell’anima” che coinvolge pagina dopo pagina e alla fine rende “attore” ed emozionalmente partecipe chi percorre con lui questo sentiero, come in una grande escursione dove il camminatore, salendo piano e costantemente, vede il panorama allargarsi sempre più fin quando, giunto sulla vetta, può ammirare la visione d’insieme e più completa. C’è un sottile filo psicologico che lega ogni aspetto di questa escursione. Marco è un profondo conoscitore della Valle d’Aosta e della Valle d’Ayas in particolare, è un divulgatore appassionato degli aspetti naturalistici, storici, alpinistici di questa regione, ma così come non si limita, nelle sue guide escursionistiche, ad anonime e pallide descrizioni, anche in questo libro trasmette le motivazioni profonde che lo hanno spinto a compiere questa ricerca, comunica le sue sensazioni davanti alle scoperte che fa, esalta e sottolinea la cospicuità dei valori umani che ogni contatto da lui cercato e stabilito gli hanno dato. Il risultato è un affresco di vita vissuta, di sforzi, speranze, qualche delusione, di pervicace inseguimento della verità, un non fermarsi alla superficie ma un andare “nel profondo”. E’ un dialogo con se stesso e gli altri attori di questa vicenda, uno scambio fecondo con gli amici che l’hanno aiutato nella sua ricerca.
Insomma, quasi ci fa “toccare con mano” i reperti, i documenti, i luoghi, ci fa quasi parlare con i protagonisti, con i loro discendenti e con tutto coloro i quali ancora oggi mantengono la memoria di quei tempi oramai lontani; ci fa ripercorrere azioni quotidiane che qualche volta anche noi facciamo, come entrare in una biblioteca, o semplicemente sedersi di fronte a un computer per navigare in Internet dandocene la dimensione psicologica con una forza insolita.
Prendiamo, a esempio, la narrazione della salita al Voghel che ha fruttato il ritrovamento di alcuni rottami del bimotore inglese: via via che si scorrono le pagine, sembra di entrare in un film in cui anche chi legge è lassù a camminare, a inoltrarsi tra quelle pietre, a provare gli stessi brividi del ritrovamento in un ambiente così selvaggio; un film che trasmette una carica incredibile di curiosità e infonde poi una voglia vera di ripercorrere le sue tracce, di rifare quella strada, quasi come volere confermare una realtà che risulta subito chiara e limpida anche per chi non ha mai frequentato quei valloni, quelle creste e non ha mai messo le mani su quelle rocce.
In questo racconto, diciamolo, c’è anche molto “mestiere” … Chi possiede le guide escursionistiche pubblicate da Marco (in particolare “Le Vette della Valle d’Ayas – L’Escursionista Editore) e chi lo conosce di persona, ne apprezza la prosa vivida che rifugge dalla retorica, si sente accompagnato in ogni passo nei luoghi che egli descrive.
Anche la narrazione delle lunghe serate passate a studiare documenti, a confrontare testimonianze, a cercare contatti, esce dagli schemi asciutti e a volte aridi che le narrazioni storiche troppo spesso ci regalano. Qui ogni idea, ogni atto sono il risultato di una meditazione preventiva, e ogni fatto presentato è circostanziato, presentato a 360 gradi, in ogni sua pur minima implicazione.
Una lettura davvero appassionante (chi scrive, la sera del giorno in cui ha avuto il libro, prima di addormentarsi, ne ha lette in tre intensissime ore 140 pagine …) e un consiglio per tutti gli amici di inalto e amanti della Valle d’Aosta. Leggetelo!
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Tour du Mont Blanc
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Escursionismo e salute
Escursionismo e salute è il titolo del 5° volume della collana dei manuali dell'Escursionista dedicato alla medicina in montagna.
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