Croda del Beco
Introduzione
Itinerario circolare di grande soddisfazione in una zona insolita delle Dolomiti orientali per la forma del terreno e delle montagne e di largo respiro nelle vedute panoramiche. Raggiunge una delle vette più caratteristiche della zona del parco naturale Fanes-Sennes-Braies.
Descrizione
Il punto di partenza per la salita alla Croda del Beco è il Rifugio Biella (2327 m.) del CAI di Treviso . Vi sono molte vie di accesso a questo rifugio, sia dalla Val Pusteria che dalla Valle del Boite. In questa escursione ho scelto di partire dal bell'alpeggio di Ra Stua e toccare i rifugi di Fodara Vedla (1965m) e Sennes (2126m). Partiti da Ra Stua, con il segnavia n.9 si risale una costa boscosa a larghi tornanti e si guadagna quota lentamente fino a raggiungere, in circa un'ora il ripiano prativo dove sorge il Rifugio Fodara Vedla molto bello e accogliente. A questo rifugio si può giungere anche dalla valle di Marebbe passando per il Rifugio Pederù. Proseguendo con il segnavia n.7 si continua su una stradetta che presto si riduce a sentiero attraversando macchie di vegetazione a cespugli e conifere miste a brevi pietraie. Ancora un breve tratto nel bosco e si sbocca nuovamente su una larga strada che conduce in mezz'ora al Rifugio Sennes (2126 m). Da questo, dopo circa 10 minuti, si abbandona la strada che prosegue verso nord-ovest per puntare decisamente a destra sul segnavia Sentiero N° 6 e risalire un canalino piuttosto ripido al cui culmine ci si ritrova nel grande anfiteatro ai piedi della Croda del Beco che, da qui, appare come una larga lama di roccia a strati sovrapposti. Il paesaggio è quasi lunare con grandi massi alternati a magri tratti erbosi. Con un largo giro verso levante si riguadagna la strada che porta al Rifugio Biella (2327 m). Da qui la Croda del Beco si presenta nella sua forma più elegante, con la sua parete scoscesa a forte pendenza fatta a larghi fogli di liscia roccia sovrapposti. Si continua sul segnavia n.1 per raggiungere in pochi minuti una forcelletta che si affaccia sulla Valle di Braies e da dove giunge il sentiero che parte dal Lago di Braies Ora si punta direttamente alla Croda elevandosi con forte pendenza su un sentiero segnalato, ma non numerato, piuttosto faticoso anche per una certa instabilità del terreno e la necessità di scavalcare tratti rocciosi. La salita prosegue ripida con l'ausilio anche di qualche corda fissa e procede lungo la cresta puntando alla spalla della montagna da cui, con pendenza più moderata, si arriva alla vetta della Croda del Beco (2810m) sulla quale è posta una grande croce. Il panorama è amplissimo ed è particolarmente impressionante la veduta del lago di Braies che si trova 1400 metri più in basso e che si può osservare portandosi proprio sull'orlo della vetta al sommo della parete che sprofonda verticale sul lago stesso. Il ritorno al Rifugio Biella si compie per lo stesso itinerario di salita. Dal rifugio, per rientrare a Ra Stua, si può scegliere il segnavia [26] che è più diretto e discende prima dolcemente, sempre tra pietraie e scarsa vegetazione a un tranquillo laghetto e poi, dopo un percorso a saliscendi, si abbassa ripidissimo sull'alpeggio di Ra Stua discendendo la costa boscosa opposta a quella salita all'andata.
Autore
- Consulta la pagina di Giovanni Consigli
Bibliografia
- A.Berti, Dolomiti Orientali, Guida dei Monti d'Italia, CAI/TCI, 1971
- Stefano Ardito,A piedi in Dolomiti Vol I Editore Guide Iter, 2001
Cartografia
- Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane, Carta Topografica, foglio 03, 1:25000, Casa Editrice Tabacco, 2002
Galleria fotografica
- Add new comment
- 0 Votes



