mercoledì, 8 febbraio 2012
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Tofana de Rozes

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Scheda
Segnavia: 

403, s.n.

Foto di copertina: 
Tofana de Rozes ©2008 Giovanni Consigli
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
6h45'
Tempo di Salita: 
4h00'
Tempo di Discesa: 
2h45'
Esposizione: 
Sud-Ovest
Quota di partenza: 
2083 m
Quota di Arrivo: 
3225 m
Dislivello: 
1145 m
Accesso: 

Da Cortina d'Ampezzo imboccare la Grande Strada delle Dolomiti (SR 48) in direzione del Passo Falzarego. Presso il Km. 114 si trova il bivio a destra per il Rifugio Dibona. La strada, piuttosto stretta e in alcuni tratti alquanto disagevole, conduce al Rifugio Dibona, proprio ai piedi della grande parete della Tofana di Rozes.

Introduzione

Con questa escursione si raggiunge una delle più alte vette delle Dolomiti Orientali. Le Tofane devono la loro celebrità non solo alla bellezza delle forme, all'arditezza delle pareti, nonché ai panorami estesissimi; esse sono anche ricordate per essere state teatro, durante la Prima Guerra Mondiale, di aspri combattimenti, dei quali ancora oggi restano innumerevoli vestigia.

Descrizione

Immediatamente alla spalle del Rifugio Dibona ha inizio una vecchia strada di guerra che risale larga e comoda con numerosi tornanti un vasto pendio di detriti. Mano mano che si sale la strada si inoltra in un canalone tra alte pareti rocciose. Quasi al culmine di questo ampio canale si possono osservare alcune opere di guerra. Qui si abbandona la strada che prosegue fino al vicino Rifugio Giussani e si piega a sinistra raggiungendo il sito del dismesso Rifugio Cantore (2542m). Anche qui sono abbondanti le testimonianze del primo conflitto mondiale. Il sentiero, lasciatosi alle spalle il rifugio prosegue attraversando una zona di grandi massi e si ricongiunge con la traccia proveniente dal Giussani. Da qui la via non è sempre evidente sul larghissimo fianco della Tofana tra faticosi detriti con rare segnalazioni a bolli e frecce blu. L'itinerario è comunque intuitivo: con una larga traversata si punta in costante salita alla cresta nord ovest sulla quale viene anche a sboccare la Via ferrata Lipella che parte dalle gallerie del Castelletto e segue un vertiginoso percorso dal lato ovest. La cresta viene raggiunta all'incirca sulla spalla quotata 3027m. L'ultima ora di cammino è tutta dedicata al percorso di cresta, tenendosi preferibilmente sul versante destro, puntando la cima che è sormontata da una grande croce. Attenzione alla neve che è presente anche a stagione inoltrata e, soprattutto badare a non smarrire la strada quando c'è nebbia, come è successo a me… In caso di scarsa visibilità è d'obbligo la massima prudenza. La vetta viene raggiunta con un'ultima salita della breve cuspide sommitale ed è abbastanza spaziosa. Molto impressionante la veduta della parete che sprofonda su Val Travenanzes e sulla strada del Falzarego.
In discesa si può raggiungere, con lo stesso itinerario, il Rifugio Giussani che è costruito esattamente sulla Forcella di Fontananegra (2580m) ed è di proprietà del Cai di Cortina d'Ampezzo. Una sosta si impone per osservare anche la Tofana di Mezzo con la vertiginosa ferrata Giuseppe Olivieri a Punta S.Anna e la scala che dà inizio alla ferrata Gianni Aglio e che conduce alla vetta della stessa. Se si vuole effettuare una variante alla discesa verso il Rifugio Dibona, si può anche seguire dal Giussani ancora il segnavia 403 e scendere nella Val Travenanzes sul segnavia 401 da cui si può risalire al Passo Falzarego o scendere fino alla Statale di Alemagna tra Cortina d'Ampezzo e Cimabanche (percorso molto lungo).

Autore

Bibliografia

  • A.Berti, Dolomiti Orientali, Guida dei Monti d'Italia, CAI/TCI, 1971

Cartografia

  • Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane, Carta Topografica, foglio 03, 1:25000, Casa Editrice Tabacco, 2002

Galleria fotografica

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