mercoledì, 8 febbraio 2012
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Passo del Rothorn

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sottotitolo: 
e Lago Ciarcerioz
Scheda
Segnavia: 

11, 10, TMR

Data del rilievo: 
07/07/2010
Foto di copertina: 
Il passo del Rothorn
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
5h15'
Tempo di Salita: 
3h00'
Tempo di Discesa: 
2h15'
Esposizione: 
Est
Quota di partenza: 
1970 m
Quota di Arrivo: 
2689 m
Dislivello: 
810 m
Acqua: 
a Crest e numerosi torrenti
Accesso: 

A Champoluc, raggiunto da Verres lungo la SR45 (28km) si può salire a piedi al Crest (sentiero in partenza dietro la Chiesa vedi Lago Perrin oppure usare la telecabina (percorso circa 6 minuti)

Introduzione

Sul Passo del Rothorn, aperto tra il Monte Bettaforca e il monte Rothorn, sullo spartiacque tra Val di Gressoney e Val d'Ayas, transita, dal 2009 il TMR (Tour Monte Rosa). E' un valico comunque meno frequentato della vicina Bettaforca ma ha il pregio di trovarsi in una zona che non ha subito le terribili devastazioni patite invece dal Vallone della Forca per la dissennata costruzione di impianti di risalita per lo sci. Purtroppo, anche la zona del bel Lago Ciarcerioz ha perso la sua aura di tranquillità e bellezza essendovi stata impiantata una orribile stazione di arrivo di seggiovia con le relative strade che tagliano e feriscono la montagna in ogni direzione.

Descrizione

Dal Crest si prende subito una strada sterrata che risale in corrispondenza di un impianto di risalita, dapprima nel bosco poi, dopo alcune accorciatoie, su terreno più aperto con radi alberi in direzione nordest. Dopo una ventina di minuti raggiunge un piccolo specchio d'acqua (lago inferiore del Saler) un tempo chiamato il "Lago delle rane" proprio per il gran numero di piccoli anfibi e girini che lo popola. La salita prosegue sempre con accorciatoie fino al punto in cui la carreggiabile viene abbandonata e il sentiero segnato con il numero 11 supera un costone e guadagna il vasto ripiano detto Piano del Saler stretto tra una schiena erbosa sul cui culmine sorge il Rifugio Belvedere e una più aspra giogaia rocciosa, allungato in direzione sud-nord verso il Rothorn e occupato in parte da un altro piccolo lago (Lago superiore del Saler). Si procede fino al termine del ripiano ove la strada si biforca. Il ramo principale scende in direzione del lago Contenery, un altro tratto risale verso il Belvedere. Qui bisogna invece prendere a destra un sentierino (attenzione! bivio poco visibile e mal segnalato!) che si inoltra a est su terreno cosparso di cespugli, arbusti di rododendro e rocce, compie alcune svolte in risalita più vivo e si inoltra quindi su un vastissimo altipiano dapprima pianeggiante, solcato da un limpido corso d'acqua e con tratti tipicamenti paludosi, poi, dopo una nuova salita, su una grande schiena erbosa e coperta qua e là di grandi massi in direzione di una valletta che termina al Passo del Rothorn. Si continua la salita con pendenza regolare arrivando, presso a un grande masso al bivio con il sentiero 10A che a sinistra ve verso il Ciarcerioz e si prosegue sempre in direzione est fino a una pietraia che sbarra l'accesso al Passo. La si percorre saltando da un masso all'altro guidati dai segni e, uscitine, si ritrova una traccia che, con poche svolte, conduce al passo affacciato sulla Valle di Gressoney.
Per raggiungere il Lago Ciarcerioz si ritorna sui propri passi e al bivio sopra descritto si prende il sentiero 10A in discesa, attraversando numerosi torrenti. Senza raggiungere la pista di sci, si trova un nuovo bivio a destra marcato TMR (Tour Monte Rosa) che punta diretto in salita, dopo avere descritto un cerchio in direzione est.ovest, a una forcella dove sorge un'orribile stazione di arrivo di una seggiovia che parte dal Belvedere. In costante salita questo sentiero si congiunge poi con la strada sterrata che proviene dal Saler e che mena alla sella oltre la quale si trova il tranquillo specchio del Lago Ciarcerioz, anch'esso popolato da numerosissimi girini e posto proprio alla base del curioso monte Cavallo e di fronte alla larga cresta del Monte Sarezza.
Chi scrive ricorda questi luoghi per averli frequentati in gioventù (oltre 40 anni fa!) e non può che esprimere il suo rammarico nel vedere una così bella zona irrimediabilmente trasformata e rovinata dall'assalto delle ruspe, del cemento, dalle strade e degli impianti a fune che servono al cosiddetto "turismo invernale". Un simile scempio ha certamente (e purtroppo) portato molti soldi agli operatori turistici, ma ha fatto un danno irreversibile all'ambiente naturale.
In ogni caso, una volta digerita la delusione di vedere questo orrore, una volta lasciato il lago, sempre sulla strada carreggiabile che punta a nord, si discende subito, si descrive una curva a destra e la si abbandona (anche qui le segnalazioni non sono chiarissime) per riprendere il sentiero TMR in discesa prima verso una malga-ristorante (La Mandria) e poi di nuovo sulla strada scendendo dapprima a un'altra malga e poi divallando fino al bel villaggio walser di Soussun. Attraversato il paese si trova alla sua estremità destra un sentierino tra alte erbe (segnavia n. 10) che, dopo avere costeggiato un vecchio mulino assai rovinato, discende ripidamente a svolte in un bel bosco fino a toccare la strada regionale 45 della Val d'Ayas nei pressi di Frachey, circa un chilometro a monte della stazione di partenza della telecabina per Crest.
Autore

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Cartografia

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