Lago di Arcoglio
Introduzione
Escursione inedita (benchè segnalata) su sentieri in parte abbandonati e in parte nemmeno cartografati. Un tratto di percorso è cancellato da una frana attiva e pericolosa: in loco è indicata una variante, peraltro irreperibile nella vegetazione.
Nota sulla difficoltà: E per il percorso globale, EE per l'orientamento e l'attraversamento della frana.
Il dislivello apparente è modesto, ma bisogna tenere conto di vari saliscendi e della notevole estensione di spostamento nei lunghi tratti semipiani. Grande varietà di ambienti attraversati: umidi ed erbosi a nord, aridi e rocciosi a sud, ampie praterie a pascolo con alpeggio attivo, zona umida nei pressi del laghetto meta della gita. L'ultimo tratto dell'escursione si innesta all'Alpe Arcoglio sulla prima tappa dell'Alta Via della Valmalenco. Naturalmente amplissimo il panorama sui completi gruppi del Bernina e dello Scalino.
Descrizione
Dal piazzale della Forcola di Triangia 1518 m, passando presso un paio di baite restaurate, si entra nel bosco su una pista erbosa in lieve discesa: dove questa si arresta, un paio di tornanti su sentiero fanno scendere al lungo traverso (traccia a tratti molto stretta ed erbosa su pendio ripido) che conduce al fondo del solco del torrente Valdone. Dopo il semplice guado, una breve corda fissa agevola il recupero del sentiero su una paretina raschiata dalle valanghe. Si prosegue su terreno roccioso alternando tratti piani anche su cenge artificiali (accertarsi delle condizioni di alcuni semi-ponti con base di vecchi tronchi) a risalite nella vegetazione da bosco asciutto. Si giunge ad un bivio nei pressi di Prada 1500 m circa: si continua in salita a sinistra (lasciando a destra il sentiero proveniente da Marsciana). Da qui la salita è continua fino a portarsi su una spalla erbosa coperta da un luminoso lariceto: nuovo bivio con prosecuzione a sinistra (da destra arriva un sentiero dai Pizzi). La traccia si fa meno evidente fra l'erba alta e gli alberi caduti: si percorre comunque una sorta di corridoio boscoso in lieve salita, fino a sbucare nella radura un po' paludosa dei Prati Fontani 1700 m circa. Qui si trova la palina con l'indicazione "variante", ma la traccia fra gli ontani è irreperibile; per cui si continua a seguire i radi segni di vernice che in breve si vanno ad arrestare su una frana di estensione limitata, ma molto mobile e precaria (proseguire in silenzio e con delicatezza). L'attraversamento della colata di sabbie e massi deve avvenire in lieve salita tenendo come obbiettivo due grossi larici, il destro dei quali ha una vasta scortecciatura sul tronco. Da qui riprende ciò che rimane del sentiero: l'erba è foltissima e bisogna seguire un passaggio con ontani diradati. Si sbuca in un valloncello appena accennato e privo di vegetazione arborea: lo si risale con tornanti malamente individuabili fino ai resti di un antico abbeveratoio. Si prosegue verso destra in direzione dei vasti pascoli dell'Alpe Canale 1940 m (già visibile da Prati Fontani). Attraversato fra le poche baite, il sentiero - ben visibile - prosegue a saliscendi in un meraviglioso bosco di larici e abeti che accompagna il percorso fino alla grande alpe di Arcoglio Inferiore 1976 m. Qui giunge una pista sterrata da Torre S.Maria e ci si innesta sul percorso della prima tappa dell'Alta Via della Valmalenco. Seguendo i triangoli gialli si sale al più piccolo terrazzo di Arcoglio Superiore 2132 m. Senza alcuna difficoltà il sentiero, diventato sassoso, conduce in pochi minuti alla pittoresca conca del Lago d'Arcoglio 2234 m. Circondato alle spalle dalla cerchia di Monte Arcoglio, Monte Canale e Sasso Bianco, il piccolo specchio d'acqua riflette sul lato nord tutta la parata dei monti della Valmalenco: Dal Pizzo Gluschaint alla Corna Mara, passando per Piz Roseg, Monte Scerscen, Pizzo Bernina, Piz Palù e Pizzo Scalino.
Ritorno per la via di andata.
Galleria fotografica
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