mercoledì, 8 febbraio 2012
Login

Italia

Reine Blanche 2011

0
0
2a Edizione
Autore
Autore: 
Cime Bianche

Cime Bianche S.p.A. in collaborazione con operatori turistici e commerciali della Valtournenche organizza, il giorno, 2 aprile 2011, la seconda edizione di Reine Blanche, competizione sciistica a squadre aperta a tutti, che dal Colle Inferiore di Cime Bianche, a 2900mt di quota, porterà i concorrenti ai 1600mt di Plan de la Glaea attraverso 10km di tracciato.

Sparone

0
0
Scheda Territorio
Nome in Dialetto: 
Sparon, Sparun
Nome abitanti: 
Sparonesi
Numero Abitanti: 
1174 abitanti
Superficie: 
29.0000 kmq
Santo Patrono: 
San Giacomo (25 luglio)

Bionaz

0
0
Autore
Autore: 
Maurizio Bergamini
Scheda Territorio

Foto: 
Bionaz, capoluogo ©2004 Massimo Martini
Nome in Dialetto: 
Biona
Nome abitanti: 
Bionains, Bioneins - Bionen, Bionentse
Numero Abitanti: 
244 abitanti
Superficie: 
142.8200 kmq
Altitudine: 
1600 m
Santo Patrono: 
Santa Marina (Margherita) d'Antiochia di Pisidia Vergine e martire (20 luglio)

Comune di montagna posto a chiusura della Valpelline; ha una superficie piuttosto ampia (142 km quadrati), ma una popolazione assai ridotta e dislocata in diversi villaggi. La sua storia è sempre stata legata a quella dei due colli che mettono in comunicazione con il Vallese svizzero: il colle di Crête Sèche ed il Col Collon. Già i Salassi ed i Romani li frequentavano, ma è dal XIV secolo che essi hanno assunto una maggiore importanza, da quando cioè i Savoia andarono via via perdendo i loro possedimenti nel Vallese, facendo così di Bionaz un comune di frontiera. Ne derivò uno stillicidio di traffici più o meno leciti (sale, tabacchi, bestiame), con relativo insediamento di guardie di frontiera (fino al 1972).

Le lunghe ombre dell'Emilius

Scheda
Foto: 
Le lunghe ombre dell'Emilius ©2012 Massimo Martini
Autore: 
Massimo Martini
Data scatto: 
Ven, 03/02/2012 - 16:01
1
0
Dati Exif
Marca: 
NIKON CORPORATION
Modello: 
NIKON D300S
ISO: 
200
Tempo di esposizione: 
1/200
Apertura: 
f/8.0
Lunghezza focale: 
2000/10

Passo del Forcellino

0
0
Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

rosso/bianco

Data del rilievo: 
22/09/2011
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
7h30'
Dislivello: 
1149 m

INTRODUZIONE
Lunga escursione che unisce in un unico anello due delle valli che convergono sul centro idroelettrico di Vedello. Si percorrono monti solitari e particolarmente selvaggi nonostante la quota non eccessivamente elevata. Isolamento non intaccato dalla presenza del sentiero "Gran Via delle Orobie", attualmente quasi invisibile sul terreno per lunghi tratti e con segnali a vernice molto deteriorati. Nel tratto di salita al Passo del Forcellino si percorre la Val Vedello, sede negli anni 1970 di scavi minerari per la ricerca di uranio, ancora pesantemente caratterizzata da discariche, strade di accesso, canalizzazioni e muri di contenimento. Le gallerie sono invece scomparse, minate e fatte saltare negli anni '80 su richiesta delle autorità locali. Durante la discesa si può incontrare il vasto Lago Zappello: a seconda della stagione - disgelo e piogge abbondanti oppure siccità - uno specchio d'acqua o una distesa di sabbia. Per affrontare il percorso è necessaria un'ottima visibilità e una particolare attenzione a seguire la scadente segnaletica a vernice.

DESCRIZIONE
Dal bivio Ambria-Agneda 1096m ci si dirige verso quest'ultima su pista cementata: le poche case dell'abitato stagionale (Agneda 1228m) si trovano all'inizio di una lunghissima piana alluvionale che termina alla base della Diga di Scais. Una sterrata sequenza di tornanti ripidissimi porta all'altezza del muraglione; la pista sterrata prosegue poi sul lato destro del lago: si tratta di un residuato dei lavori minerari, e attualmente è molto rovinata da dilavamenti, frane e valanghe. Il percorso prende quota gradualmente fino ad un tornante dove alcuni segnali della GVO (Gran Via delle Orobie) indirizzano a destra verso un sentierino sassoso e ripido che - successivamente in semi-piano - conduce all'Alpe Zoc 1814m. Da qui la traccia, fra pascoli e sassi, retroverte e con un lunghissimo traverso ascendente si porta alla base delle rocce del soprastante Pizzo Ceric 2536m. Raggiunto il fondovalle alla base della cupa parete nord del Pizzo del Salto 2665m, i radi segnali indicano il miglior percorso in un labirinto di blocchi rocciosi di verrucano. La salita termina ai 2245m del Passo del Forcellino. Sull'altro versante diventa veramente indispensabile poter distinguere le segnalazioni perchè il percorso - raramente visibile sul terreno - non segue una direzione logicamente intuibile: a grandi linee, dopo un traverso esposto e franoso si scende ad un guado che precede i ruderi di un baitello; si prosegue a saliscendi fra i cespugli di ontano fino a raggiungere il faticoso pietrame di un'antica morena. Facendo attenzione, la scritta a vernice "Ambria" (a terra, su di un sasso rivolto contro il senso di marcia) indica il punto in cui abbandonare la GVO; da qui, verso destra e senza traccia, ci si dirige alle baite Dossello 1593m, punto di arrivo di una bella mulattiera percorribile da piccoli mezzi agricoli. Seguendo questa pista si scende alla piana del Lago Zappello 1530m, sbarrata a valle dal gradino del Passo Zappello 1560m. proseguendo si incontrano le baite Zappello 1480m (recentemente molto danneggiate dalla neve) e una grande presa d'acqua, già in vista del villaggio di Ambria 1325m. La discesa a valle segue una carrozzabile sterrata (percorribile dai veicoli autorizzati) che in poco più di 2 km porta al bivio iniziale.

25° Trofeo Maurizio e Carlo Fiou

0
0
Autore
Autore: 
AreaPhoto

@Trofeo Maurizio e Carlo Fiou, Franco Collè e Matteo Stacchetti vincono in Coppa Italia.

Ghost walkers

Scheda
Autore: 
Massimo Martini
Data scatto: 
Ven, 03/02/2012 - 18:50
1
0
Dati Exif
Marca: 
NIKON CORPORATION
Modello: 
NIKON D300S
ISO: 
3200
Tempo di esposizione: 
6/10
Apertura: 
f/3.5
Lunghezza focale: 
180/10

1° anno Baby Aquilotti

1
0

Quest’anno inizia una nuova attività per il CAI di Ivrea rivolta ai bambini in età compresa tra i 3 e i 7 anni.

Lago Federa

1
0
Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda Lago
Foto: 
Lago Federa ©2012 Giovanni Mazzolani
Altitudine: 
2038 m

Cima di Dàssola

1
0
Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

Rosso

Data del rilievo: 
09/10/2011
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre
Tempo Complessivo: 
5h00'
Dislivello: 
1104 m

INTRODUZIONE
Meta panoramica di prim'ordine praticamente sconosciuta: anche la cartografia e i pochi escursionisti locali ne confondono il nome (Cima Zocca) con quello di una vetta contigua. Il percorso è privo di difficoltà tecniche (solo, attenzione all'ultimo tratto un po' roccioso in caso di neve), ma quasi totalmente privo di segnalazioni: lungo un tratto boscoso fra la casera e la vetta - non intuibile nè evidente - una decina di bolli sbiaditi permette di orientarsi a malapena. Dalla croce di vetta, nelle giornate favorevoli per trasparenza dell'aria, si può ammirare un tratto di alpi dal Cervino all'Adamello.

DESCRIZIONE
Dal parcheggio di Somvalle 1062m si prosegue attraverso la piazzetta centrale e quindi si sale subito a sinistra (varie possibilità) a raggiungere la ripida mulattiera a gradoni già visibile oltre la contrada. Si percorre un lungo traverso ascendente nel bosco di latifoglie che si raggiunge subito dopo due caselli dell'acquedotto; raggiunta una costolatura (margine settentrionale della Val Fulfulèra) la si risale con una serie di brevi tornantini ripidi e sassosi fino al suo culmine. Qui, da un versante caldo e assolato, si volge improvvisamente a ENE e - in semipiano - si attraversa lungamente una abetaia umida e buia: oltrepassato un canale di frana si giunge ad una valletta paludosa secondaria aperta alla base dell'Alpe Dàssola a circa 1700m. Sull'altro lato della conca, poche decine di metri nel bosco portano a raggiungere il punto più basso della vastissima radura di Dàssola - da 1737m a 1930m. Dalla prima baita isolata si risale il pascolo abbandonato fino alle baite della casera (piccolo gruppo di rustici con cappelletta votiva) e quindi, seguendo vaghissime tracce nell'erba, alla baita più alta. Le tracce proseguono - quasi invisibili - in piano: appena entrati nuovamente nel bosco è necessario fare riferimento ad un muro a secco, dove si nota un primo bollo di vernice rosso scuro. I segnali sono visibili sui tronchi degli alberi e guidano la risalita di una valletta ricoperta di rododendri; al suo termine una nuova radura (baita con adiacente tronco di larice fulminato) precede il raggiungimento di un sottile crinale a confine con la media Valtellina (belle inquadrature panoramiche): da qui un sentiero - anche con tratti di adattamento artificiale - conduce fino ad una conca sotto la verticale delle rocce di vetta. Si prosegue - vista l'impraticabilità del versante - compiendo un ampio giro verso sinistra in senso orario sui dossi sassosi a margine della conca fino a raggiungere un grosso ometto di pietre. Da questo si sale ad attraversare una pietraia instabile in direzione di una breve cengia alla base di un lastrone di roccia: pochi passi e si raggiunge la cresta erbosa e sottile che conduce alla croce della Cima di Dàssola 2166m.
Ritorno per la via di andata.