mercoledì, 8 febbraio 2012
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Piemonte

Sparone

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Scheda Territorio
Nome in Dialetto: 
Sparon, Sparun
Nome abitanti: 
Sparonesi
Numero Abitanti: 
1174 abitanti
Superficie: 
29.0000 kmq
Santo Patrono: 
San Giacomo (25 luglio)

1° anno Baby Aquilotti

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Quest’anno inizia una nuova attività per il CAI di Ivrea rivolta ai bambini in età compresa tra i 3 e i 7 anni.

In fiamme rifugio sul Monte Rosa

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In cenere lo storico Rifugio Guglielmina
Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Foto: 
Foto d'archivio del rifugio Guglielmina

22 dicembre 2011 da il quotidiano "La Stampa"

Incendio alla storica struttura sul confine Piemonte-Val d'Aosta.
Gestori e sciatori portati a valle sul "gatto nelle nevi". Ma il vento
rende difficoltose le operazioni
REDAZIONE AOSTA
Un incendio è scoppiato questa mattina al rifugio Guglielmina, sul Monte Rosa, a 2.880 metri di quota, al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta. Sono stati allertati tre elicotteri, uno proveniente da Aosta, uno da Torino Caselle e l’altro da Milano Malpensa, ma le operazioni sono rese difficoltose dal forte vento che soffia sulla cresta montuosa. I soccorritori sono saliti al rifugio utilizzando "gatti delle nevi" . Le nove persone che si trovavano nel rifugio, tra gestori e sciatori, stanno tutte bene, e si trovano al momento all’esterno della struttura. Secondo le prime valutazioni, il rifugio è stato seriamente danneggiato.

Montorfano

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

rosso/bianco

Data del rilievo: 
18/12/2011
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
Tutto l'anno
Tempo Complessivo: 
4h00'
Dislivello: 
595 m

INTRODUZIONE
Breve escursione dal modesto dislivello che conduce sulla cima dell'isolata collina posta al centro dello sbocco della Val d'Ossola nel bacino del Lago Maggiore. Oltre all'interesse panoramico, la gita si caratterizza per la presenza di notevoli strutture della "Linea Cadorna" (costruzioni militari approntate durante la guerra 1915-18 come seconda linea difensiva in previsione di una ipotetica invasione dal territorio elvetico) e testimonianze dell'attività estrattiva di un pregiato granito bianco.

DESCRIZIONE
In corrispondenza delle indicazioni del Cai Omegna (199 m), il sentiero si addentra subito con un lungo traverso in una cava di granito abbandonata; terminato il tratto fra i massi sparsi, la traccia - ripida e sassosa, ma ben costruita a gradoni con caratteristiche di mulattiera militare - risale un canale boscoso percorrendolo a tornanti [palestra di roccia a sinistra; difficoltà 6b - 7c+] fino a convergere con la liscia e luminosa parete rocciosa terminale. Il percorso è caratterizzato da una costruzione meticolosa: muri a secco di sostegno a monte e a valle, canalina di scolo delle acque, cenge scavate nella roccia, fontanelle d'abbeverata in corrispondenza delle sorgenti... La mulattiera, raggiunta la parete, entra in un grottone naturale e cambia direzione portandosi verso est in vista del Lago Maggiore; in corrispondenza di un incrocio (possibilità di discesa a sinistra senza raggiungere la vetta) è conveniente effettuare una deviazione a destra in piano seguendo l'indicazione per la polveriera: a lato di un panoramicissimo terrazzo artificiale si possono visitare i resti di un deposito balistico sotterraneo. Tornati all'incrocio si prosegue in salita verso destra raggiungendo il piazzale di un poligono di tiro; la strada (ora carrareccia per il transito delle artiglierie) risale con lunghi traversi e numerosi tornanti di modesta pendenza la parte sommitale del Montorfano fino a raggiungerne la piana vetta 794 m. Oltrepassate due trincee terminanti in gallerie murate, ci si dirige ad un pannello ripetitore affacciato verso il Lago Maggiore e le Isole Borromee. Da qui il sentiero, ripido e stretto - a tratti lungo placche di granito - scende verso un gruppo di cave dismesse affiancando ripetutamente un notevole piano inclinato per la discesa dei blocchi di pietra. Oltrepassata l'ultima cava, si raggiungono le poche case di Montorfano 325 m, dove termina una strada asfaltata: la si segue fino al primo tornante dove inizia il "Sentiero Azzurro", antica viabilità locale proveniente da Mergozzo. Una splendida mulattiera lastricata percorre in quota (sopra la ferrovia ) il versante sudovest del Lago di Mergozzo attraverso ombrosi castagneti. Raggiunta una pista forestale, il "Sentiero Azzurro" devia a destra: noi proseguiamo diritto in lieve discesa fino a raggiungere il fondovalle presso un'industria di taglio del granito. In pochi passi si arriva alla provinciale Verbania-Mergozzo: seguendola verso sinistra per un paio di chilometri si raggiunge il parcheggio iniziale.

Verso il Colle Dorchetta (Valsesia)

Scheda
Foto: 
Verso il Colle Dorchetta ©2009 Massimo Fiori
Autore: 
Massimo Fiori
Data scatto: 
Mer, 11/02/2009 - 06:30
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Dati Exif
Marca: 
FUJIFILM
Modello: 
FinePix S9500
ISO: 
80
Tempo di esposizione: 
10/3000
Apertura: 
f/5.6
Lunghezza focale: 
2160/100

Pizzo Valgrande di Vallè

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Scheda gita
Data della gita: 
31/10/2009
Foto: 
in vetta al Pizzo Valgrande di Vallè
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
7h15'
Dislivello: 
1400 m
Distanza percorsa: 
21,00 km

Gita presa per i capelli a causa del meteo non ideale.
Con Dario e Giovanni partiamo da Bergamo con la convinzione che il meteo ci sarà propizio dopo una settimana all’insegna del tempo spettacolare la meta è il Pizzo Valgrande di Vallè al cospetto della parete Ovest del M. Leone.
Dopo due ore di macchina e più di 200 Km siamo a Ponte Campo Fraz. S. Domenico comune di Varzo sulla strada per il Passo Sempione.
Partiamo con il cielo cupo e di li a poco siamo nelle nebbie la cosa per ora non ci preoccupa il meteo svizzero parla di nebbie sino a quota 1500 m. ma così non sarà.
Arrivati all’ Alpe Vallè su strada gippabile li iniziamo a trovare la prima neve.
Dario è preso dallo sconforto e vuol rinunciare, lo convinciamo a cambiare itinerario ed andare all’Alpe Veglia per il sentiero GTA che taglia a mezza costa.
Arrivati all’alpe Veglia la nebbia si dissolve lasciandoci vedere il M. Leone e la bella piana dell’Alpe.
Si decide allora di proseguire per il Lago D’Avino passando per le belle Marmitte dei Giganti.
Si cammina quasi sempre su neve Al lago ci fermiamo per il pranzo..
Dopo mangiato Dario il “giovanotto” della compagnia si riprende dalla stanchezza ed allora saliamo anche al Pizzo Valgrande meta iniziale.
Bello il panorama che si gode dalla vetta peccato solo l’assenza del sole.
Alla fine è uscita una gita di 21 Km con circa 1400 m di dislivello

Colle orientale del Grand Etret

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda
Altitudine: 
3150 m
Gruppo montuoso: 
Sottogruppo del Ciarforon

Cima Lariè

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Scheda
Autore: 
Giancarlo Beretta
Data del rilievo: 
20/11/2011
Relazione Gita: 
Cima Lariè
Via: 
salita da Monteossolano

Cima Lariè

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Via: 
salita da Momteosolano
Segnavia: 

D4, bolli bianco-rossi

Data del rilievo: 
20/11/2011
Foto: 
arrivo in vetta
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
maggio, giugno, settembre, ottobre, novembre
Tempo Complessivo: 
5h30'
Dislivello: 
1365 m
Distanza percorsa: 
11,68 km

Escursione adatta al periodo primaverile e, ancor meglio, a quello autunnale dove i colori dei boschi ed eventualmente la prima neve caduta alla alte quote rendono suggestivi i panorami; questi diventano sempre più ampi a mano a mano che si sale offrendoci all’inizio la splendida conca dell’alta Val Bognanco sino a farci ammirare, dall’Alpe Campo in poi, il vicino “trittico del Sempione” (Weissmies, Lagginhorn e Fletschhorn) sino alla parete est del Monte Rosa. In vetta la visuale si arricchisce ancor più con la vista del Monte Leone e delle vette delle Valli Antigorio, Formazza, Vigezzo e lo stuolo di cime prealpine che fanno da corona alla piana di Domodossola. La salita, pur avendo un dislivello abbastanza importante, è facile e di nessuna difficoltà essendo ben segnata anche nei boschi; si rischia di perdere eventualmente la traccia oltre l’Alpe Campo a seconda dell’altezza dell’erba ma, anche qui, si può puntare direttamente alla dorsale appena sopra di essa accorciando il percorso di salita.

Descrizione

Dal parcheggio si sale sulla strada asfaltata sino a raggiungere le vicine case della frazione e, svoltando a destra, si trova una palina con l'indicazione della salita; si passa quindi accanto ad una fontana e si prosegue sino ad uscire dall'abitato dove la mulattiera si trasforma in sentiero. Questo inizia a risalire i pendii erbosi soprastanti passando per un rado bosco incontrando quasi subito una piccola baita che si lascia alla sinistra (932 m); la salita continua con pendenza regolare e con molti tornanti aumentando sempre più la visuale panoramica sull'alta Val Bognanco arrivando ad un piccolo crocefisso in pietra subito dopo il quale si giunge alla bella Alpe Reso (1274 m). Qui si trova una palina che ci indica di salire direttamente sopra le baite entrando in un bel bosco di faggi, mai troppo fitto, nel quale il tracciato si snoda con numerosi tornanti per risalirlo ed arrivare all'Alpe Spino (1550 m) che si trova in un piccolo pianoro più aperto. Ora si passa tra le due baite per continuare la salita indirizzandosi verso un boschetto di larici all'uscita del quale si arriva in breve alla bella e panoramica Alpe Campo (1876 m) dalla quale si ha un magnifico colpo d'occhio sul trittico del Sempione (Weissmies, Lagginhorn e Fletschorn) e sulla parete est del Monte Rosa. Anche qui le paline ci indicano la direzione verso destra per andare a prendere la dorsale finale che conduce alla vetta ma, volendo accorciare un po' i tempi e la distanza, si possono risalire direttamente gli aperti pendii erbosi puntando alla marcata e ben individuabile dorsale. Raggiuntala si ritrovano i bolli segnavia del sentiero che percorre la cresta a tratti rocciosa passando dapprima da una piccola croce in ferro e, dopo qualche minuto di percorrenza, si arriva in vista dell'omino di vetta sormontato anch'esso da una croce metallica che si raggiunge in breve.

Orange touch

Scheda
Foto: 
Orange touch ©2011 Massimo Martini
Autore: 
Massimo Martini
Data scatto: 
Dom, 13/11/2011 - 12:35
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Dati Exif
Marca: 
NIKON CORPORATION
Modello: 
NIKON D300S
ISO: 
200
Tempo di esposizione: 
1/100
Apertura: 
f/5.3
Lunghezza focale: 
950/10